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Il Viaggio nel passato proposto dall’Auberge de La Maison, parte dai Menù di Montagna.

 

Premessa: il Contesto Storico-Sociale

La paura, il timore e le negatività associate alla montagna e ai suoi abitanti, vengono sconfitti dalla curiosità e dal fascino che queste vette suscitavano. Nel Settecento infatti qualcosa cambia e per la prima volta la montagna diventa bella e suggestiva.

 

Grazie alla rivoluzione scientifica che ha permesso di emancipare lo studio della natura dalla teologia, la montagna diventa il nuovo laboratorio di studio e di osservazioni scientifiche, non più casa di streghe e giganti, ma luogo di fascino puro.

 

All’inizio i primi visitatori andavano in montagna per osservare, attraversavano le montagne, le scalavano; per questo motivo l’amore per le alte vette anticipò l’interesse per la montagna e l’alpinismo fu il precursore del turismo montano che noi oggi conosciamo.

Se all’inizio i primi scalatori erano animati da interessi scientifici, ben presto fu il divertimento a guidare il turismo montano.

 

Nel corso di un secolo l’alpinismo cambiò l’immagine della montagna, rendendola attraente e affascinante, ma non riuscì a modificare in modo significativo il paesaggio. Conquistata una vetta il flusso turistico si interrompeva, fatta eccezione per cime particolari come il Monte Bianco, la più alta d’Europa o il Cervino, la più difficile.

 

Con la funzione di ospitare gli scalatori, nacquero le prime strutture ricettive. Courmayeur, fino ad allora più defilata rispetto alla grande via di transito del colle del Piccolo San Bernardo, con la nascita di alcuni Auberges da’ inizio alla sua vocazione per l’ ospitalità internazionale di qualità.

Sua maestà il Monte Bianco smette di far paura e diventa “la sfida”, tutti mirano a conquistarlo.

 

Il successo di questo tipo di turismo non è però dovuto solo agli scalatori, ma anche a visitatori molto meno sportivi, una clientela alla ricerca di quiete, relax e aria pura. Con il tempo, inoltre, nel periodo estivo, la montagna riveste una funzione simile, anche se inversa, a quella delle località balneari in inverno. La montagna diventa un luogo mondano dove poter mostrare il proprio status sociale, alle piccole locande a gestione familiare si affiancano i grandi alberghi, adatti ad accogliere una clientela internazionale di prestigio. Quindi alle villeggiature estive balneari, si accompagnano sempre più frequentemente le escursioni, estive e poi anche invernali sulle Alpi, luogo che conserva comunque un carattere elitario. L’alpinismo diventa un elemento di distinzione per alcune élite borghesi per le qualità di serietà e perseveranza, attenzione e solidarietà richieste a chi vuole sfidare la montagna.

 

 

L’Auberge de La Maison, parte dai Menù di Montagna

La montagna, prima di raggiungere l’importanza e il valore attuale nel comparto turistico, ha avuto una storia lunga e tortuosa, fatta di paure e negatività.

 

Per oltre un millennio la descrizione della montagna quale luogo spaventoso divulgata da geografi e poeti aveva condizionato non poco la sua frequentazione, escludendola dagli itinerari turistici. Nel Settecento però qualcosa cambia e per la prima volta la montagna diventa bella e suggestiva. Questa evoluzione è ben documentata da articoli di giornali, da racconti, ma anche attraverso i Menù che gli alberghi di montagna studiavano per i loro ospiti e quella dell’Auberge de La Maison è una collezione privata nata dalla passione per una terra, per una professione, per una storia sentita propria … da sempre. La passione della famiglia Garin per tutto ciò che riguarda la montagna a partire dalla raccolta di menu fino a quadri, stampe, e oggetti d’uso quotidiano permette di vivere e sperimentare in modo diretto il significato di “villeggiatura”, un viaggio nell’illustre passato dell’ospitalità valdostana.

 

“Quello che proponiamo ai nostri ospiti è un viaggio nel passato. L’Auberge ha raccolto il testimone di quell’antica e ormai passata frequentazione della montagna. La nostra famiglia è votata alla memoria, questo tributo al lavoro svolto dai nostri antenati noi lo concretizziamo raccogliendo e dando visibilità ad oggetti del passato. Da noi è ancora possibile vivere o anche solo assaporare quella che un tempo era definita la villeggiatura. Le nostre collezioni come quella unica dei Menù di Montagna trasportano i nostri ospiti in un’altra epoca”.

 

Così commenta Alessandra Garin che, oltre ad essere alla guida dell’Auberge da qualche anno ne è l’anima e soprattutto il cuore. Un soggiorno all’Auberge de La Maison offre all’ospite la possibilità di vivere la storia e dentro la storia. Rivivere un’epoca passata ricca di fermento, di passione, di eleganza internazionale; significa lasciarsi accompagnare e avvolgere da racconti di vite ed eventi passati, lasciarsi incantare dalle tante e differenti collezioni, una fra tutte la preziosa raccolta dei menu di alcuni dei più importanti luoghi di accoglienza che nel XIX secolo a Courmayeur ospitavano i viaggiatori ed erano teatro di importanti banchetti riportati anche dalla stampa locale.

 

Un’importante eredità storica e sociale che ha permesso ad Alessandra Garin, di far rivivere la villeggiatura agli ospiti che lo desiderano, tra bellezze da guardare e bontà da assaggiare, con tanto di Consommé à l’Imperiale o Truite frite à la Maitre d’Hôtel o addirittura Plombière Mont-Blanc.

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