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Charlie Brown ristorante e pizzeria è un’insegna storica che, con la stessa gestione, a partire dal 1996, ha conosciuto restyling e anche tendenze culinarie diverse.

Ora si è rinnovato tornando alle origini; ha mantenuto l’ampio dehors verandato, ma entrando nel locale non passa inosservato il nuovo interior design che riproduce una masseria con volte a stella affrescate, e la riproduzione di un pergolato con tralci d’uva che ricordano i giardini nascosti propri di questi edifici rurali.

Ed è l’ambiente più idoneo per esprimere al meglio l’essenza pugliese di Antonio Moscara, proprietario di origine salentina. Il ristorante dispone di un banco dedicato alla braceria, e la carta elenca un repertorio di carni senza rinunciare al pesce. Non mancano gli ortaggi che svolgono un ruolo importante nella cucina pugliese e che costituiscono portate a sé oltre ad accompagnare primi e secondi piatti. Charlie Brown è anche pizzeria e pertanto dispone di un forno a legna.

La cucina ha una base sicuramente tradizionale, che però sa ritagliare piatti quantomeno insoliti, come il cuscus (couscous) di friselle. E per rimanere nell’insolito, sono proposti, con un una strizzata d’occhio all’ironia, gli uramaki in versione pizzaiola.

foto di Gaia Menchicchi

Ma veniamo ai piatti.

È sempre piacevole, mentre si aspetta che arrivino le portate ordinate, sgranocchiare una bruschetta accompagnata da un calice di vino. Se si è con amici è il miglior modo per cominciare un pranzo o una cena in convivialità. E dato che qui siamo in una masseria, la bruschetta è contadina ed è molto di più di una fetta di pane grigliata passata con aglio, condita con un filo d’olio e, volendo, con una macinata di pepe. La guarnizione? Una giardiniera homemade delicatamente agrodolce con peperoni pressati (conservati sotto sale), cipolla, peperoncino e pomodorini scattarisciati ossia stufati in padella, il tutto lucidato con olio extra vergine d’oliva salentino; la consistenza quasi cremosa delle verdure bene fa da contrappunto alla croccantezza del pane.

Il cuscus fa parte della gastronomia italiana e la Sicilia è nota per le interpretazioni ittiche di questo piatto. Charlie Brown ristorante e pizzeria lo propone con accento salentino, ossia è ricavato da una frisella alla curcuma disidratata e sbriciolata finemente quindi rinvenuta seguendo la stessa procedura adottata per il cuscus di semola. Il piatto si ispira, per stile, al tabbouleh utilizzando una giardiniera preparata con ortaggi del territorio, formaggio primosale, menta e friggitelli.

La cucina pugliese, come detto è caratterizzata, più di altre, dalla presenza di piatti di verdure e di legumi. È il caso della Scurtigghiata, un piatto tra i più rappresentativi della cucina vegetariana salentina, ossia fave cotte sino a ridurle a crema con cicoria, pancotto fritto e peperoncino. Ma elencare gli ingredienti non basta per descrivere l’intensità gustativa della preparazione in cui sembra di avvertire una nota sapida di formaggio, che però non c’è, per dire della pienezza di sapore.

Ma le Fave con cicoria sono proposte anche in un’altra versione dove gli ingredienti si sovrappongono senza mescolarsi così da poterli gustare separatamente. Qui il tocco delle frisella da una nota crunch al piatto. Le fave sono cotte con verdure aromatiche per spingerne la pienezza gustativa.

Il primo piatto di pasta più rappresentativo della cucina pugliese, o quantomeno il più noto, sono le Orecchiette alle cime di rapa (della rapa abbiamo scritto qui). È uno tra i più felici binomi di pasta e verdure, sostenuto dall’ inconfondibile sapidità del cacioricotta. La qualità delle ben condite orecchiette si avverte dalla consistenza morbida, ma non cedevole.

Il ristorante, per quanto non rinunci al pesce, propone i piatti di carne tipici.

Da provare le Braciole di manzo baresi, involtini di fettine di carne  farcite con verdure e formaggio, cotte in umido rosso e servite con crema di fave. È un piatto forte decisamente saporito, ingentilito dalla presenza cremosa delle fave

Dalla braceria le Bombette, altra specialità pugliese, ossia involtini di fettine di coppa fresca di maiale farciti con formaggio a pasta filata e verdure servite con broccoli saltati in padella: sorprendente come sappiano coniugare la croccantezza della crosticina che si forma in cottura, alla consistenza segnatamente tenera dell’involtino.

Charlie Brown ristorante e pizzeria, per cui è anche pizzeria. L’impasto per preparare le pizze è ottenuto da farine macinate a pietra ed è lungamente lievitato. Le pizze si ispirano alla tradizione napoletana, ma senza enfatizzare il “cornicione”. Le guarnizioni attingono spesso ai prodotti tipici. Da provare la pizza tonno, nduja e cipolle di Tropea.

I Panzerotti, così difficili da trovare a Milano in versione salentina, qui evidenziano  tutta la croccantezza che dovrebbe sempre caratterizzarli, farciti con mozzarella, ricotta e pomodoro, guarniti con pomodorini confit e stracciatella.

Si può ordinare, ma solo da Charlie Brown, l’Uramaki pizza in tempura, bocconcini decisamente sfiziosi. Cilindri di pasta pizza fritta farciti con tartare di manzo, cipolla caramellata, stracciatella: in questo roll si concentrano, oltre all’originalità, croccantezza e cremosità, dolcezza e sapidità. E vi sono altri Uramaki in carta.

Charlie Brown ristorante  e pizzeria

info@moscaraterradotranto.com
Tel. +39 02 5501 0609
Via Spartaco 37
20135 Milano

 

Di questo Autore