Sbarbatelle è un’Associazione no-profit, che riunisce produttrici di vino under 40 provenienti da tutta Italia. Rappresenta una nuova generazione di vignaiole, impegnata a custodire l’eredità dei propri territori con uno sguardo attuale e innovativo. L’Associazione nasce con l’obiettivo di creare una rete solida tra giovani produttrici, favorendo crescita professionale, scambio di esperienze e visibilità.
Abbiamo intervistato Giulia Arrighi, giovane vignaiola e presidente dell’Associazione Sbarbatelle, che lavora nell’omonima azienda agricola di famiglia a Porto Azzurro, sull’Isola d’Elba, per meglio capire come Sbarbatelle stia dando voce a questa nuova generazione di donne del vino.
La prima domanda che abbiamo posto riguarda la nascita dell’Associazione: come e quando è stata fondata?
Sbarbatelle nasce nel 2017 come evento-degustazione nel Monferrato, in provincia di Asti, grazie ad AIS Asti e AIS Piemonte. Un appuntamento che negli anni si è consolidato, richiamando un numero crescente di giovani produttrici da tutta Italia. Il successo delle edizioni successive ci ha portato, nel 2024, a compiere un passo naturale: trasformare l’esperienza in una vera e propria Associazione. Un’Associazione no-profit, nata per creare uno spazio sicuro, inclusivo, utile per tutte le giovani produttrici e per una crescita professionale e personale.
Qual è la mission dell’Associazione?
La nostra mission è creare una rete tra giovani produttrici, capace di sostenersi, di crescere insieme, di valorizzare anche le storie di ognuna di noi.
Sbarbatelle è un gruppo di giovani, anche molto preparate, che crede nella condivisione, nella collaborazione e nell’innovazione. Quindi sappiamo e crediamo che il vino includa in sé cultura, territorio e relazione. Per questo puntiamo a promuovere la viticoltura con un approccio più consapevole, inclusivo e sostenibile. Vorremmo essere anche un punto di riferimento per le future vignaiole. Siamo inoltre unite dal desiderio di portare un contributo concreto, attuale, nel mondo del vino italiano.
Attualmente in quali regioni è presente l’Associazione?
Siamo circa 90 associate, presenti in quasi tutta Italia, tranne che in Molise. Questo rappresenta una grande ricchezza, perché ciascuna regione porta la propria voce e la propria identità. Ciò che ci unisce, però, è la voglia di raccontare il vino in modo autentico, rispettando le nostre radici. È bello constatare che, nonostante le differenze e le provenienze diverse, riusciamo a riconoscerci nello stesso spirito di comunità e condivisione.
Quali le iniziative più significative realizzate finora?
Noi ci teniamo tantissimo innanzitutto a formarci, pertanto organizziamo corsi di formazione, aggiornamenti, viaggi studio, ci muoviamo, creiamo eventi. Per il momento i nostri eventi sono solo in Italia, ma siamo sempre in movimento. Ad esempio, organizziamo un appuntamento a Roma, ormai al terzo anno consecutivo, con banchi d’assaggio. Ovviamente ne approfittiamo anche per abbinare momenti di formazione ed eventi nei locali. Stiamo valutando inoltre la possibilità di organizzare anche partecipazioni internazionali e magari un evento a Londra il prossimo anno. Un approccio internazionale ci è reso possibile grazie alle aziende più grandi della nostra Associazione che ci stanno aiutando in tal senso.
Ci ha dato grande soddisfazione riuscire, già nel primo anno di attività dell’Associazione, a partecipare a Vinitaly con il nostro stand. Inizialmente avevamo previsto di farlo solo tra qualche anno, ma siamo riuscite a essere presenti subito, sia con banchi singoli sia con un banco comune, così da dare la possibilità anche alle produttrici più piccole di partecipare alla manifestazione. In questo modo realtà con produzioni anche di circa 5.000 bottiglie annue, hanno potuto trovare il loro spazio e farsi conoscere. L’accessibilità e quindi la possibilità di accedere a eventi o viaggi di formazione per esempio, rappresenta infatti un altro elemento che vogliamo proporre alle nostre Socie.
Qual è il vostro evento più rappresentativo?
L’evento più rappresentativo è il nostro ritrovo annuale che avviene sempre a giugno nel castello della Tenuta Marchesi Alfieri a San Martino Alfieri dove teniamo l’assemblea annuale e due giorni di banchi d’assaggio con varie attività ed è un evento aperto a tutti. Va inoltre detto che abbiamo cominciato a tenere masterclass a tema Sbarbatelle in collaborazione, in questo caso con l’AIS, nelle varie delegazioni.
Qual è il ruolo delle giovani donne nel vino italiano oggi?
Noi siamo consapevoli che sicuramente le più grosse difficoltà l’hanno avute le generazioni precedenti. Oggi essere giovani e donne, in particolare, porta ancora qualche complicazione, anche se molto meno rispetto a prima, soprattutto per quanto concerne la credibilità. Siamo consapevoli che oggi avere solo una preparazione tecnologica ( agronomica/ enologica) non basta per gestire un’azienda. Serve un bagaglio più completo, che includa conoscenze di gestione aziendale, marketing e social media. E quindi noi ci teniamo particolarmente a essere preparate un po’ su tutto e questo lo vedo come elemento comune di noi giovani produttrici. Teniamo a essere preparate per poter portare un contributo personale nelle nostre aziende e quindi, un contributo concreto e attuale nel mondo del vino.
Ha citato i social media. In merito volevo chiederle Ritiene utili eventuali sinergie con il mondo della comunicazione enogastronomica (media, enti culturali…)?
Assolutamente sì. La comunicazione enogastronomia è comunque uno strumento fondamentale per dare voce al lavoro che le produttrici portano avanti ogni giorno.
Quindi anche creare sinergie con i media, con gli enti culturali, le realtà del territorio, significa comunque amplificare sempre il racconto del vino, che è fondamentale oggi, anche dal punto di vista della promo commercializzazione. Vorrei precisare che la nostra Associazione ha poco più di un anno, quindi è giovane, un po’ come noi. Stiamo comunque lavorando anche per attivare sinergie con il mondo della comunicazione, delle guide e dei loro tour internazionali, che stiamo studiando e che valuteremo passo dopo passo, consapevoli del fatto che sono assolutamente fondamentali. Pertanto stiamo cercando anche di strutturarci in merito.
Conclusione
Sbarbatelle dimostra come una rete giovane e motivata possa fare la differenza nel mondo del vino italiano, unendo tradizione e innovazione, territorio e attualità. Grazie alla condivisione di conoscenze, esperienze e strumenti, l’Associazione non solo valorizza le singole produttrici, ma contribuisce a rafforzare l’intero settore, dando spazio anche a realtà più piccole e promuovendo una visione più inclusiva e sostenibile del vino. Con eventi, formazione e l’intenzione di attuare sinergie con la comunicazione enogastronomica, Sbarbatelle conferma che la forza della comunità e della collaborazione è il vero motore del cambiamento.
Abbiamo scritto in merito all’ultimo evento nazionale:
Sbarbatelle, l’evento dedicato alle giovani produttrici italiane
Leggi anche la nostra intervista a Giulia Arrighi Presidente dell’Associazione.
foto da Sbarbatelle Facebook e Instagram



